cookies Leggi qui
+

Finestre di un presente già annunciato: Deceuninck ripercorre alcune previsioni sul futuro della finestra (terza parte)

Ritorna alla panoramica

In apertura del nuovo anno Deceuninck si ricollega a quanto già affrontato nelle prime due parti lo scorso novembre 2017 attraverso la segnalazione di due articoli (qui e qui) di alcuni anni fa sul futuro della finestra.

In quest’ultimo articolo, apparso più di due anni fa sul web, si fa riferimento ad un progetto dell’Università di Milano-Bicocca che vedeva la finestra del futuro trasformarsi in pannello solare.

Grazie alla collaborazione del Los Alamos National Laboratory e dell’azienda statunitense UbiQD, l’Università milanese sviluppò lastre di plastica dotate di nanoparticelle in grado di catturare la luce ottenendo l’energia per illuminare edifici e dispositivi quali computers e via dicendo. In sostanza, la luce trasmessa attraverso la finestra viene assorbita dalle nanoaparticelle fluorescenti (i cosiddetti “cromofori”) incorporate in semplici lastre di plastica o di vetro.
I dispositivi tecnologici che consentono ciò si chiamano concentratori solari luminescenti (LSC Luminescent Solar Concentrators) ed erano stati già anticipati da sistemi in plexiglass in grado di trasformare normali finestre in sistemi fotovoltaici. Caratterizzati da un minimo impatto estetico, in quanto incolori e quindi perfettamente integrabili all’edificio, e da piena sostenibilità ambientale, tali per cui ci si aspettavano prospettive di applicazioni nel breve-medio termine stimolando così lo sviluppo della “green architecture” e della “building sustainability”.

In altre parole, si previde quanto sarebbe possibile alimentare in modo totalmente autonomo centinaia di appartamenti con notevole risparmio energetico e riducendo l’impatto ambientale.  Un prossimo futuro con città a energia zero?

 

Link articolo: thenexttech.startupitalia.eu